Cosa sono i livelli di pensiero nel poker

Livelli pensiero nel poker

Molte persone sono convinte – erroneamente – che tutto si riduca a un mero “CE L’HA O NON CE L’HA?”, dove la risposta dovrebbe determinare se il nostro avversario ha realmente in mano ciò che sta rappresentando, oppure se è in bluff. In realtà nel poker le cose non sono così semplici, anzi l’architettura dei vari livelli di pensiero è la vera garanzia che il nostro rimarrà un gioco dove l’abilità è un fattore determinante.

Da 0 a ∞: i livelli di pensiero nel poker

Ma cosa sono veramente i livelli di pensiero nel poker? Cerchiamo di capirlo insieme. In tal modo chi non sa di cosa si stia parlando imparerà una cosa nuova, ma anche per chi conosce già l’argomento si tratterà di una lettura utile. I livelli di pensiero demarcano la profondità di analisi da parte di un giocatore, nei confronti di uno o più avversari con cui è coinvolto in una mano. Potenzialmente sono un numero infinito, ma oggi tratteremo soltanto i primi 4 e spiegheremo anche il perché.

Livello 0: le regole del gioco, o “cosa ho in mano”

Potrà sembrare banale, ma il primo stadio di questa sorta di catena evolutiva è rappresentato dalle conoscenze minime delle regole del gioco, o meglio dei punti. Un giocatore con livello di pensiero “0” ragiona solo sulla base della forza relativa della sua mano. In altre parole egli checka, punta, rilancia o folda facendo affidamento solo al punto che ha in mano, senza prendere in considerazione altri fattori o porsi ulteriore domande che potrebbero definire in maniera migliore la situazione di gioco che sta vivendo. Non si chiederà mai cosa possano avere gli avversari, o peggio ancora cosa intendano rappresentare.

Si tratta di un livello “primitivo”, che è normale attraversare nella primissima fase in cui si sta imparando il gioco, ma che se mantenuto e non migliorato ci porta a rimanere giocatori pessimi, proprio perché leggibili ed estremamente prevedibili.

Livello 1: cosa ha in mano l’avversario

Contrariamente al livello precedente questo tipo di giocatore fa un passo avanti, provando ad immaginare cosa possano avere gli altri giocatori. Ciò influenza la sua condotta, nel senso che ammette nel suo ragionamento un altro punto di vista possibile. Di conseguenza se punta sul river è perché ritiene la sua mano forte in relazione al board e a ciò che ritiene possano avere i suoi avversari, mentre quando pensa di essere battuto in genere molla il colpo, oppure si inventa qualche bluff estemporaneo che comunque, in mancanza di una pianificazione che proviene da livelli di pensiero più elevati, ha poche chance di successo. Potrà apparirvi singolare, ma la stragrande maggioranza dei giocatori non va oltre a questo livello. D’altra parte, se si calcola che a poker la percentuale di giocatori vincenti si aggiri intorno al 5% sul totale dei praticanti, una ragione ci sarà.

Livello 2: cosa l’avversario pensa che io abbia

Il passaggio a questo livello è una ideale linea di demarcazione, tra i giocatori mediocri e/o mediamente perdenti e quelli che invece iniziano a pensare al gioco del poker in maniera speculativa e profittevole. I giocatori in possesso del livello 2 sono consapevoli non solo di quello che hanno in mano, ma anche di ciò che hanno rappresentato agli occhi dell’avversario o del tavolo. Questo tipo di giocatori ha capito come pensare dinamicamente ai range di mani possibili, in base alla condotta tenuta in precedenza e alle informazioni di cui è in possesso. Questo tipo di giocatori cerca di immagazzinare dati sulla vostra condotta in determinati tipo di situazione, per regolarsi di conseguenza. Ad esempio cercano di cogliere la vostra tendenza su un board con molti draw, accordandovi più o meno credito in base alla frequenza delle vostre linee aggressive. Oppure sono in grado di valuebettare dopo aver mostrato debolezza e bluffare quando hanno invece mostrato forza.

Livello 3: cosa l’avversario pensa che io pensi che egli abbia

Se avete a che fare con un giocatore capace del livello di pensiero 3, allora potreste essere in grossi guai. Si tratta infatti di un player in grado di anticipare le vostre mosse, poiché capace di approntare rapidamente aggiornamenti al suo gioco, alla luce delle informazioni che avete su di lui, ma anche delle informazioni che voi sapete di aver dato circa la vostra mano. Pensate ad esempio a un giocatore che folda una coppia sulla vostra puntata al river, dopo che avete check/callato flop e turn, e che tutti i draw possibili non si sono completati al river. Come ragiona un giocatore capace del livello di pensiero 3, qui? Lui sa che voi pensate che egli pensi che stiate bluffando, pertanto su quel river non avreste bluffato ma al contrario avreste probabilmente scelto una thin value bet.

Livello 4 e oltre

Se con il livello 3 la mente vi si è un attimo ingarbugliata, sappiate che da qui in avanti sarà sempre peggio. Battute a parte, il gioco dei livelli di pensiero diventa potenzialmente infinito. Il livello 4 si sintetizza più o meno in: Cosa pensa che io pensi che egli pensi che io possa avere? Come è facilmente intuibile, questi sono livelli di pensiero che solo in pochissimi sono in grado di raggiungere. O meglio, più si sale di livello e più il giochino serve per un numero limitatissimo di circostanze. Perché è vero che il poker una competizione mentale molto intensa, ma non è un campionato mondiale di livelli di pensiero. Per mettersi nelle condizioni di vincere a poker, è sufficiente stare un livello avanti al nostro o ai nostri avversari. Anzi, pensare in maniera troppo sofisticata di fronte a player più “pane e salame” può rivelarsi disastroso.

I pericoli dell’overthinking

Avrete spesso sentito parlare di overthinking, ed è proprio quello che abbiamo appena delineato. Pensare al livello 4 contro un giocatore che arriva a stento a livello 1 è uno sforzo non necessario, ma anche una inutile complicazione della via che ci deve condurre al successo. Tecnicamente l’overthinking è definibile come “attribuire all’avversario un livello di pensiero più sofisticato di quello che egli possiede in realtà”. Così facendo, la nostra analisi dello spot in questione sarà inutilmente complessa e con una notevole probabilità di rivelarsi errata.

Per tale ragione è di fondamentale importanza capire bene, e possibilmente in fretta, che tipo di avversario ci troviamo di fronte. Se è uno capace di ragionare a livello 1, con lui useremo il 2. Se lo stimiamo capace di addentrarsi fino al livello 2, useremo il 3 e così via.

Ricordate che l’obiettivo nel poker non è fare giocate fighe da raccontare agli amici, ma battere gli avversari e vincere soldi.