Isa Pacelli: “vi spiego il grande paradosso dei pokeristi”

Isa Pacelli

La conoscenza è la chiave del successo, a tutti i livelli. Nel poker si parla di conoscenza di regole, strategie e tendenze degli avversari, ma da solo tutto ciò non basta. Una componente fondamentale è la conoscenza di se stessi, e anche in questo University of Gaming è pronta a dare un supporto. Un supporto più unico che raro, come il percorso che qualunque giocatore può seguire insieme a Isa Pacelli.

Isa Pacelli, un filo comune da Pokereyes a UG: il benessere della persona

Isa è una terapista MTI e assistente emotiva, ambito questo che dalla maggior parte delle persone viene sottovalutato. La salute psicofisica è infatti condizione imprescindibile per avere successo, soprattutto in un ambiente con forti tensioni e sbalzi emotivi come è quello del poker.

Pacelli non è nuova all’ambiente del poker, poiché diversi anni fa aveva portato avanti un interessante progetto chiamato Pokereyes, che aveva portato diverse persone ipovedenti a giocare a poker dal vivo nei vari casinò italiani. Un percorso inclusivo e ispirato dalla lotta alla ludopatia, che ha comunque un punto fondamentale in comune con il percorso terapeutico di salute nel gaming che presenta oggi su University of Gaming: l’attenzione e la cura della persona.

Prima Pokereyes, poi questo percorso di assistenza nel gaming che è punto di arrivo di tanti anni di studio ed esperienza sul campo. Il gioco è davvero così centrale nella persona, secondo te?

Einstein diceva che il gioco sviluppa la creatività e in un certo senso solo quando giochi riesci a essere pienamente te stesso. Andando nello specifico, ovvero in una disciplina come il poker vissuto in maniera professionale, il rischio alto è che il gioco ti annichilisca. Il confine tra equilibrio e squilibrio è molto labile e i giocatori si trovano spesso in una situazione difficile: quella di tenere le emozioni sotto controllo per evitare di prendere decisioni errate. Poi c’è il fattore-denaro che complica ulteriormente le cose.

Le cose da dire mi sembrano moltissime, quindi andiamo per ordine e partiamo dai soldi: sono un problema perché la gente li identifica con la felicità?

Non solo, la questione è molto più complessa. Fin dalla medicina tradizionale antica i soldi sono considerati una fonte di energia spirituale, che in base all’uso che se ne fa può essere positiva o negativa. Nel caso dei giocatori sono una fonte potentissima di energia che finisce in circolo, dura da controllare soprattutto in soggetti giovani o che si trovano a far girare quantitativi di denaro a cui non erano abituati. Questo genera uno stato di iperattività che ovviamente è negativo, perché aumenta gli aspetti della tua persona che non riesci a controllare. E questo ci porta al grande paradosso dei giocatori professionisti.

Sarebbe a dire?

Il giocatore di poker professionista cerca, analizza e immagazzina una serie infinita di dati sugli avversari, ma spesso non conosce adeguatamente se stesso. Questo è un aspetto di una importanza enorme, poiché riguarda la gestione delle emozioni. Il nostro cervello è una macchina meravigliosa ma è molto semplice da ingannare, e sono proprio le emozioni a ingannarlo. Inoltre le dinamiche del poker presentano diverse situazioni imprevedibili, e la sorpresa è tre volte più potente di qualsiasi altra emozione.

In cosa consiste il tuo supporto a un giocatore?

Si tratta di un percorso di reset personale, che aiuta a ritrovare energie e convogliarle nella giusta maniera. Nel caso del giocatore di poker il beneficio è una restituzione dell’equilibrio personale, fondamentale nei momenti di tilt ma in generale in questo tipo di attività. Il gioco ti dà moltissime scariche nel sangue. Molte volte mi è capitato di ascoltare un giocatore che descrive il momento in cui ha subito un brutto colpo al tavolo paragonandolo a “come se mi avessero sparato”. Quella sensazione lascia poi delle tossine nel sangue ed è proprio da lì che inizia il nostro percorso, mirato a ripulire il sangue. Si tratta di una prima parte della durata di 21 giorni, che parte dall’alimentazione.

Perché si parte dall’alimentazione?

L’alimentazione è fondamentale perché è qualcosa con cui possiamo avvelenarci, ma anche curarci. Il problema è che abbiamo accumulato una serie di abitudini, molte delle quali non vanno bene per noi, ovvero per il nostro singolo organismo. Attenzione, perché non si tratta di cambiare tutto dall’oggi al domani, ma di un percorso di “ripulitura”, che dura appunto 21 giorni.

Perché proprio 21 giorni?

Perché nella medicina tradizionale, approvata dall’OMS e presente in moltissimi paesi del mondo, è questa la finestra temporale necessaria a un individuo per cambiare le proprie abitudini.

Si tratta di una specie di dieta?

No, nella maniera più assoluta, si tratta solo di dare al corpo esattamente ciò di cui ha bisogno. Ciò contribuisce a eliminare le tossine dal sangue e a “resettare” fegato e intestino. Infatti chi intraprende questo percorso ha subito la sensazione come di ripulirsi da un avvelenamento, con un sollievo immediato. Ti dirò di più: nella stragrande maggioranza delle persone che entrano in questo percorso è più duro il ritorno alla “normalità” che la rinuncia ad alcune abitudini pregresse.

Oltre alla parte alimentare in cosa consiste il percorso?

Si utilizzano integratori naturali a base di erbe, che aiutano l’eliminazione delle tossine insieme all’alimentazione. A ciò si accompagnano tecniche di neuroscientifiche e di addestramento mentale, diurne e notturne, allo scopo di scindere la memoria cellulare dalla memoria emotiva. Questa parte è molto importante per il discorso sulla “ingannabilità” del cervello a cui facevo riferimento prima. Alcuni eventi del passato possono come tenere in ostaggio la mente, boicottarla. Liberare la mente va di pari passo con la pulizia dell’organismo.

E dopo i 21 giorni che succede?

Alla fine dei 21 giorni il risultato è tangibile, a volte anche visibile a livello somatico. La persona è come liberata e dispone di un quantitativo enorme di nuova energia, una energia neutra da convogliare nella maniera migliore sulla propria vita, personale e professionale. Questa prima parte si svolge completamente online.

Chi volesse può proseguire il trattamento, con la seconda parte che viene effettuata di persona. In pratica sono io a recarmi a casa del giocatore e seguirlo per un percorso di completamento. Questo è composto di una parte di trattamenti corporei che è di vitale importanza, perché alcune tossine si riescono a smaltire solo manualmente da muscoli, grasso e ossa. Il completamento prevede poi anche parti riguardanti l’alimentazione e la meditazione, si studia, si parla molto, si ascolta, si impara a fare silenzio.

Il percorso Salute e gaming è specifico per i pokeristi?

Sì, perché ha diverse parti riguardanti ad esempio il rapporto col denaro e diversi tipi di meditazione mirati al distacco della mente da ciò che la schiavizza. Ma ci sono molte parti che riguardano la persona in generale, dunque valide per chiunque voglia ripulirsi dallo stress e riappropriarsi della propria energia vitale.

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