Gabriele Re, l’empatia al potere

Gabriele Re

Ci sono molti modi di essere professionista di poker, un lavoro che può essere il più bello ma anche il più alienante del mondo, un privilegio o una prigione. Il giocatore che intervistiamo oggi ha scelto la via più “sostenibile”, quella che non perde mai di vista il benessere personale. Conosciamo meglio Gabriele Re, 25enne professionista di MTT ma anche poker streamer, in entrambi i campi tra i migliori in Italia.

Gabriele è un amico speciale di University of Gaming che ne ha fatto uno dei suoi streamer di punta, ma la collaborazione di “kingmave” con UG è destinata a crescere nel tempo.

Come per altre interviste, partiamo subito dalle “milestones” che hanno segnato la carriera di Gabriele Re.

Gabriele Re, la storia in pillole

  • 2014: prime partite online, nei sit da 50 centesimi
  • 2014: entra in progetto di staking per i sit da 1€.
  • 2015: si mette in proprio con il profit accumulato e scopre gli MTT
  • 2016: si dedica agli MTT in via definitiva e scala rapidamente i livelli
  • 2016: a settembre si trasferisce a Malta per giocare sul .com
  • 2018: vince Sunday Special e Main Galactic Series, a fine anno profit da record
  • 2019: scopre Twitch
  • 2020: inizia a “streammare” le sue sessioni di poker con regolarità su Twitch
  • 2021: entra in University of Gaming

Partiamo dalle origini, perché è sempre bello conoscere da dove è partito un ragazzo di successo come te.

Ho iniziato come altri, guardando Pokeritalia24 e giocando con i miei amici del liceo. Quindi aprii un conto una volta compiuti i 18 anni per giocare i sit 27-men da 50 centesimi. Tre mesi dopo avevo accumulato un profit di 50€, che al tempo mi sembravano tantissimi!

Così, insieme ad alcuni amici, entrammo nel progetto di un forum, che proponeva staking per i sit da 1€ con l’obiettivo di fare “supernova”. Per me era l’anno della maturità, ma riuscii comunque a fare “supernova” già a giugno. Così in breve tempo ottenni un profit tutto mio di 8mila euro e mi misi in proprio.

Quando scatta l’amore per gli MTT?

Fino ad allora avevo provato qualche torneo di tanto in tanto, ma non mi sentivo a mio agio. Avevo come l’impressione di non essere tagliato per vincere, ma di lì a poco le cose cambiarono. Comprai un pacchetto di coaching da Andrea Panarese e mi si aprì un mondo, anche grazie all’ingresso nella scuola di cui Andrea faceva parte, Pokermagia. Scalai rapidamente i livelli e, nel 2016, decisi di fare il grande passo: trasferirmi a Malta per giocare sul .com.

E come è andata?

Dopo il primo anno tornai 6 mesi in Italia perché ero in un periodo di “burnout”, ma globalmente andò sempre piuttosto bene. Il 2018 fu il mio “anno di grazia”, poiché vinsi tantissimo diventando credo top winner assoluto sul .it, con oltre 120k di profit.

Il 2019 invece fu un anno di discreti swing, ma nel frattempo accadde qualcosa destinato a cambiare il mio approccio. Grazie all’invito di Andrea “Thaiti75” Bertacca scoprii Twitch. Fu amore a prima vista, perché quel tipo di condivisione mi attraeva moltissimo. Allora guardai molti live dei migliori streamer, come ad esempio Tonkaaa e Bryan Paris, quindi iniziai a streammare in prima persona, ma inizialmente non con troppa continuità. Nel 2020 invece decisi che lo avrei fatto su base regolare e i risultati sono stati molto buoni, visto che ho raggiunto dei numeri molto interessanti a livello di follower e spettatori.

Cosa ti piace così tanto di Twitch?

L’idea di condividere una parte delle esperienze e delle conoscenze acquisite. Voglio dire che anche io sono stato come uno qualunque dei miei follower, anche io ero tra quelli che scrivevano ai poker pro per chiedere consigli o pareri su delle mani giocate. Solo che ai miei tempi non trovavo grande collaborazione, magari non mi rispondevano o lo facevano in maniera frettolosa e superficiale. Io invece so come ci si sente a non venire considerati quando si chiede aiuto, quindi ho sentito come un dovere: quello di restituire una parte delle mie conoscenze, per aiutare anche gli altri potenziali Gabriele nel loro percorso iniziale.

Inizio a capire perché Dario Sammartino abbia pensato a te per il suo progetto University of Gaming: i valori che ti animano sono incredibilmente affini a quelli che hanno spinto Dario a creare UG.

Il primo streamer ingaggiato da UG è stato Mattia Festa, che è un amico con cui ho delle collaborazioni in comune. Poi Dario gli ha chiesto di fare qualche altro nome da aggiungere alla scuderia e Mattia ha proposto me. La cosa mi piaceva da matti, perché Dario Sammartino ha scritto la storia del poker e poi perché è ancora oggi uno dei due nomi italiani più rilevanti a livello mondiale.

Effettivamente è come dici tu: quando ho parlato con Dario e mi ha spiegato lo spirito che lo ha spinto a creare questo progetto, ho scoperto di condividere in pieno quei principi di condivisione e di “restituzione” agli altri di una parte di ciò che il poker ci ha dato.

Domanda d’obbligo: ma giocare in diretta streaming non ha un po’ troppi svantaggi, per voi professionisti che lo fate? Intendo il far conoscere le tue mani, anche se con un ritardo di qualche minuto, e di condividere info che potrebbero venire usate contro di te…

Gli svantaggi ci sono, inutile negarlo. Quelli più importanti riguardano il tabling e il focus. Quest’ultimo aspetto riguarda solo me, nel senso che a volte si può perdere la dovuta concentrazione su uno spot. Il limite del numero di tavoli su cui giocare contemporaneamente riguarda invece anche gli spettatori: giocare su troppi tavoli inficerebbe la qualità dello spettacolo, che diventerebbe troppo frenetico e non potrei mai riuscire a spiegare gli spot in maniera accettabile.

Quindi si può dire che streammare su Twitch incide negativamente sul tuo guadagno orario?

In teoria sì, ma la realtà è più complessa e riguarda il momento che sto attraversando, nella mia carriera e nella vita. Prima guardavo solo all’EV e pensavo unicamente a crushare i livelli. Oggi però la tranquillità economica da un lato, e la maturità personale dall’altro, mi hanno fatto cambiare totalmente prospettiva.

Hai cambiato obiettivi?

No, gli obiettivi ho proprio smesso di darmeli! Mi sono reso conto che farlo può essere una cosa che impedisce o rallenta la tua maturazione. Sto guardando alla vita più come ciclo unico, che anno per anno come facevo prima. Mi sono creato la convinzione che se sei motivato in quello che fai non hai bisogno di fissare degli obiettivi che poi possono diventare delle prigioni. Ho visto gente fissare obiettivi ambiziosi e partire forte, per poi rallentare e infine lasciarsi schiacciare dalla pressione di dover fare qualcosa che magari in quel momento non vuoi più, o magari hai bisogno di altro.

Hai proprio cambiato prospettiva!

Sì, perché la mia carriera continua a crescere. Per esempio in questo periodo sto alzando il mio ABI sul .com, portandolo a 90$. Però la differenza è che il poker ha smesso di essere un’ossessione, il poker non può identificarsi con la vita stessa. Questo c’entra anche con il discorso degli obiettivi che facevo poco fa, perché in generale si tende a identificare il raggiungimento di un obiettivo economico con la felicità, e al contrario il mancarlo come fonte di infelicità. Invece io posso raggiungere un milione di bankroll, ma se per farlo devo rinunciare a sviluppare e vivere tutti gli altri aspetti della vita – affettivi, sociali etc – allora non posso dirmi felice.

Quello che stai dicendo non è affatto scontato, anche perché molti ragazzi come te che fanno girare molti soldi con il poker rischiano di perdere di vista le giuste distanze da mantenere nei confronti del denaro.

So cosa significa basare la propria emotività sull’andamento dei flussi di denaro, ma proprio perché ho attraversato momenti del genere ho raggiunto la consapevolezza necessaria per superare questa fase e apprezzare invece la fortuna che abbiamo, noi che ci guadagniamo da vivere giocando a poker.

Per questo ringrazio tutte le persone che mi sono sempre state vicine aiutandomi a diventare ciò che sono, in particolare Fabiana la mia ragazza, mia mamma che, anche se dopo tante battaglie ha iniziato a sostenermi, e tutti gli amici che mi sopportano costantemente!