Asky16, colpo da 10k alle Bounty Builder Series

Fabrizio Petroni

Il giovane Asky si sta confermando un cavallo di razza negli MTT. Lo streamer della scuderia di UG Fabrizio Petroni, alias “Asky16” su PokerStars.it, ha trovato il modo di far parlare nuovamente di sé, ma soprattutto di realizzare un altro colpaccio nei tornei online dopo il NOS di poche settimane fa.

Fabrizio Petroni, super notte bounty da +10k

L’occasione è arrivata dalle Bounty Builder Series su PokerStars.it, serie di tornei online in formula progressive KO e in modalità turbo. Una serie che sta riscuotendo un ottimo successo e che ieri sera ha premiato un bravo e costante giocatore facente parte della grande famiglia di University of Gaming.

Il torneo era l’event-69 della rassegna, da buy-in massimo consentito online in Italia: 250€. Il montepremi garantito era di 50.000€, ma grazie ai 309 partecipanti si è arrivati a quasi 70mila euro di prizepool effettivo. In poco meno di 5 ore Fabrizio Petroni si è lasciato tutti alle spalle, l’ultimo dei quali “valeorax” in un heads up che valeva circa 5mila euro. Alla fine, tra premi e taglie, il player napoletano ha incassato poco più di 10mila euro.

Il sonno può attendere, i bounty no

La cosa bella è che Fabrizio non era nelle migliori condizioni per affrontare l’evento. Ce lo raccontava stamattina egli stesso: “Il giorno prima avevo fatto serata con degli amici, tra cena e dopo cena. Poi mi sono svegliato e ho pranzato ma non avevo nemmeno 5 ore di sonno e quindi le condizioni erano quelle che erano. In qualche modo però ho deciso di fare ugualmente sessione serale, aprendo sempre la mia solita ventina di tavoli, come sempre quando non streammo. Diciamo che è andata benino…”

Asky16 e il colpo decisivo

Alle classiche domande sul torneo, Fabrizio risponde in maniera rapida, come del resto si conviene a un torneo turbo come questo. “Il field era abbastanza abbordabile e sono andato avanti senza eccessivi patemi. Il colpo decisivo è stato probabilmente a 7 left, quando pusho 20 bui da hi-jack con AJ e vengo chiamato da Antonio Asaro con i 10. Prendo un J al turn e lì cambia tutto.”

Come mai push diretto? “In questo tipo di partite e soprattutto in quel momento del torneo, la scelta di pushare diretto era per evitare di subire l’eventuale pressione ICM da parte di altri giocatori più deep. In questo caso è andata bene, ma credo che la decisione fosse comunque corretta”.