Dario Sammartino: “Perché adoro l’idea delle WSOP in autunno”

Dario Sammartino - UOG

Qualche giorno fa è uscita la notizia del ritorno delle World Series Of Poker nel 2021 live a Las Vegas, dopo un anno di pausa forzata a causa dell’emergenza COVID. Un’emergenza che è ancora tra noi, ma vedere che le WSOP riprogrammano la nuova stagione con delle date rappresenta una boccata d’ossigeno, oltre che una iniezione di fiducia, per tutti gli appassionati. Tra questi c’è ovviamente il nostro Dario Sammartino, che ha deciso di commentare in esclusiva per UG le prime indiscrezioni provenienti dal circuito che lo ha reso così popolare non solo in Italia, ma anche nel mondo, dopo il suo straordinario secondo posto nel WSOP Main Event 2019.

I ricordi affiorano ancora, anche se sembrano incredibilmente lontani nel tempo. Eppure non sono passati nemmeno due anni. Dario Sammartino riparte da lì, da quella che era ormai una tradizione consolidata e che si è interrotta. “Erano 10 anni consecutivi che andavo a Las Vegas per le WSOP, ma l’anno scorso questa tradizione si è dovuta interrompere. Sembra che adesso potrà riprendere, e ti dirò che nonostante tutto sono molto felice che siano state programmate nel periodo da settembre a novembre.”

Perché “nonostante tutto” e perché ti piace l’idea delle WSOP autunnali?

Nonostante tutto perché è naturale che per diversi giocatori, soprattutto amatoriali, spostarsi durante l’estate sia molto più agevole. Al contrario per molti è più difficoltoso trovare il modo di ritagliarsi la possibilità di fare un viaggio del genere in mesi nei quali generalmente si lavora a pieno regime.

Io però, un po’ egoisticamente, sono felice che quest’anno abbiano spostato le WSOP in autunno. In primo luogo perché l’estate, in particolare giugno e luglio, è il periodo più bello da vivere a Napoli e in generale in Italia, è proprio la parte dell’estate che adoro di più, da trascorrere insieme agli amici magari girando in barca per Ischia e le altre isole. Per ovvie ragioni mi sono perso quasi sempre questi momenti negli ultimi 10 anni. Quindi, pandemia permettendo, non posso che essere felice di potere trascorrere l’estate nei miei luoghi del cuore.

Un’altra ragione per cui mi fa piacere la notizia che le WSOP non siano più nei mesi estivi è che a giugno e luglio Las Vegas ha un clima invivibile, un caldo che spesso è davvero insopportabile. A settembre invece troveremo un clima ideale, e dall’altra parte si tratta di un periodo dell’anno che non mi piace molto, perché prelude all’arrivo dell’inverno che mi mette tristezza. Poter passare questo periodo a Las Vegas significherà viverlo meglio.

Passiamo ai tornei. Ancora non ci sono molte certezze, a parte le date del Main Event e quelle del 25k H.O.R.S.E.. Che tu giocherai, suppongo…

Io me li gioco tutti (ride). Scherzi a parte è bellissimo pensare a un aspetto: questo anno è stato terribile per tutti sotto vari punti di vista. Per noi giocatori di poker live è stato un supplizio non poterci schierare come abbiamo sempre fatto, e so che questo sentimento è condiviso da milioni di persone. Mi piace pensare alle prossime WSOP come a un evento che ogni appassionato cercherà di godersi fino in fondo, come un piacere che qualcuno ti ha tolto per molto tempo e tu non vedi l’ora di poterlo riassaporare.

Scendendo nel dettaglio sì, giocherò l’H.O.R.S.E. da 25k anche se i giochi limit non sono quelli in cui sono più forte. Però io adoro le sfide, anche e soprattutto quando sono nuove: quando arrivai terzo nel Deuce to Seven era la prima volta che lo giocavo, anzi avevo imparato il gioco la notte precedente, insieme a Dario Alioto e Pasquale Gregorio. Mi ci sono trovato subito bene perché è No Limit e c’è una grossa parte exploitativa in cui live rendo al meglio. Sicuramente lo rigiocherò, così come non escludo di giocare qualche altra variante, sempre per questa mia attrazione fatale per le nuove sfide.

Alle WSOP 2021 ci sarà anche un evento benefico, dedicato a medici e infermieri che hanno combattuto e combattono in prima linea contro il COVID. Dario Sammartino lo giocherà?

Penso di sì, se non si dovesse accavallare con qualche evento importante che non posso mancare. Ad ogni modo per la beneficenza io ci sono sempre. Per questo aspetto della vita ho sviluppato negli ultimi anni una sensibilità particolare, spinto dall’idea che il mondo sia oggi troppo sbilanciato fra chi ha troppo e chi non ha nulla. Da qui ho capito che mettersi a disposizione per aiutare chi sta peggio è qualcosa che non solo ti fa stare bene, ma dovrebbe essere un dovere per tutti noi, ognuno secondo le possibilità ovviamente.