Dario Sammartino: “Ecco cosa manca a Neymar per poter diventare poker pro”

Neymar jj al tavolo da poker

Nei giorni scorsi ha fatto notizia una dichiarazione di Neymar jr, campione brasiliano in forza al Paris Saint-Germain, che ha rivelato l’intenzione di diventare giocatore di poker professionista una volta che avrà smesso con il calcio.

Al di là dei molti commenti anche ironici che si sono susseguiti, è una aspirazione legittima come lo sarebbe per chiunque, che si parli di uno studente di medicina o di un calzolaio, di un campione dello sport oppure di un impiegato comunale.

Neymar e il poker: il parere di Dario Sammartino

Ma Neymar ce la può fare? Siamo andati a sentire cosa pensa in merito Dario Sammartino. Proprio lui, il vice campione del mondo 2019 e fondatore di University of Gaming, aveva accennato all’argomento durante la sua ospitata a “Muschio Selvaggio”, il podcast di Fedez.

Che ricordi hai di Neymar?

Ho giocato con Neymar all’EPT Barcellona, a un 25k turbo one-day, al quale erano presenti anche Vidal e Piqué. Come ho già detto avevano stili molto riconoscibili, super chiuso Piqué e super aggro Neymar, che ho avuto al tavolo per diverse ore. Ma la sua era un’aggressività un po’ così, fine a se stessa, più che altro perché gli piace giocare tutti i colpi.

Dario Sammartino

Al di là di questo che idea ti sei fatto di lui come giocatore?

Premetto che è evidentissimo che il poker gli piace da morire e si diverte un mondo a giocare. Questo è forse l’aspetto più importante se pensiamo al poker, perché avere personaggi famosi con questa passione per il giochino può portare sempre nuova linfa, in termini di visibilità e nuovi appassionati che si affacciano. Detto questo Neymar ha moltissime lacune, non ha mai studiato il gioco e si vede perché va esclusivamente a istinto. Non lo dico con cattiveria perché anzi è un personaggio simpatico al tavolo, ma per me non può che essere così.

Cosa intendi dire?

Uno che ha raggiunto questi livelli di successo e popolarità nel suo ambito sportivo, non avvertirà mai l’esigenza di vincere. Il poker ad alti livelli è soprattutto una questione di esigenze, e non parlo solo di fame di soldi ma di vittoria e competizione. Uno che ha raggiunto quegli obiettivi dubito abbia gli stimoli adatti. E non basta nemmeno pensare di trasferire al tavolo da gioco lo spirito competitivo che hai sempre vissuto da calciatore. Per fare la differenza nel poker bisogna essere capaci di rimettersi in discussione. Io non credo che al posto suo avrei mai forza e voglia necessari per farlo, e credo nemmeno lui.

Ma è anche una questione di soldi, inutile negarlo. Quell’HR da 25mila euro lui lo giocava come io gioco un freeroll, forse…

Certo che lo è. Se non giocano cifre che spostano – o per meglio dire “che spostano per loro” – difficilmente si accenderà quella lampadina che chiama in causa il cervello per concentrarsi al mille per mille su quella cosa. Ma anche quando succede, si troverà ad affrontare gente che ragiona su livelli di pensiero costruiti nel tempo, e che avrà sempre un vantaggio su di lui. Conosco solo un’eccezione di personaggio ricco e famoso che è diventato davvero un giocatore di poker ad alti livelli, e non è uno sportivo ma un attore.

Tobey Maguire

Tobey Maguire?

Esatto. Conosco storie che non posso divulgare di partite private in cui lui ha vinto una quantità incredibile di soldi, per anni. Ci credo che per un periodo avesse anche smesso di fare l’attore!

Non salvi nessuno tra gli sportivi?

Quasi nessuno, tranne uno. Ecco, se dovessi bettare su un calciatore che diventerà poker pro quando smette, direi senza esitazioni Max Kruse. Ci ho giocato tantissimo sia alle WSOP che alle WSOPE, perché anche a lui piacciono tutte le varianti ed ha anche avuto buoni risultati. Siamo diventati amici, ma non è per quello che dico che lui è l’unico ad avere davvero possibilità di successo anche nel poker. La ragione sta in quello che ti dicevo prima…

Max Kruse, attaccante dell’Union Berlino e ottimo variantista di poker

Spiegati meglio, dai.

Kruse è un ottimo calciatore, ma non ha nemmeno una minima parte dei successi, soldi e popolarità di Neymar. Per questa ragione lui ha già la “libertà mentale” di dedicarsi con maggiore concentrazione al poker. Per Neymar, invece, il poker rimarrà sempre un bell’hobby e al tavolo sarà sempre bello come il sole…